In un contesto residenziale a impronta familiare, protetto e terapeuticamente orientato, costruiamo interventi individualizzati rivolti a quadri clinici complessi dal punto di vista medico, psicologico e psicopatologico. Il nostro lavoro mira a comprendere il significato del sintomo, sostenere la regolazione emotiva, riattivare le risorse personali e relazionali, recuperare il funzionamento globale e riaprire, progressivamente, il percorso evolutivo dell’adolescente.
Secondo il nostro modello assistenziale i disturbi del comportamento alimentare non sono soltanto sintomi legati al cibo, ma espressioni di un’alterazione più ampia del funzionamento emotivo, corporeo, relazionale e cognitivo lungo il percorso evolutivo. Raccontano una difficoltà che riguarda la persona nella sua interezza, ben oltre ciò che accade a tavola.
Restrizioni dietetiche eccessive, preoccupazione costante per il peso e per l’immagine corporea, alterazioni delle abitudini alimentari, evitamento di alcuni cibi, rituali durante i pasti e tendenza all’isolamento sociale rappresentano alcuni dei segnali più frequenti da osservare con attenzione.
A questi possono associarsi cambiamenti dell’umore, irritabilità, bisogno di controllo, difficoltà nella regolazione emotiva, calo della partecipazione scolastica o relazionale e un progressivo ritiro dalle esperienze quotidiane condivise.
Riconoscere precocemente questi segnali consente di comprendere non solo il sintomo alimentare, ma anche la sofferenza psicologica che lo accompagna, favorendo un intervento tempestivo, competente e rispettoso della complessità della persona.
Agire tempestivamente significa intervenire nella fase in cui i segnali di rischio sono ancora plastici e modificabili, prima che si organizzino in quadri psicopatologici stabili. Questo consente di interrompere i processi di cristallizzazione del disturbo, riducendo il rischio di cronicizzazione e di compromissione estesa.
L’intercettazione precoce protegge la traiettoria evolutiva, preserva il funzionamento globale e mantiene attive le risorse personali e relazionali. Inoltre, aumenta la responsività al trattamento, rendendo gli interventi più efficaci, meno intensivi e con esiti più favorevoli.
In questa prospettiva, agire subito rappresenta una strategia di prevenzione avanzata: trasformare segnali precoci in opportunità di cura e impedire che la sofferenza si strutturi in forme più gravi e resistenti al cambiamento.
I disturbi del comportamento alimentare sono condizioni complesse che coinvolgono l’interazione dinamica tra fattori individuali, biologici e genetici, assetti psicologici, relazioni familiari e influenze socio-culturali.
Non si riducono al comportamento alimentare, ma riguardano l’identità, la regolazione emotiva, l’immagine di sé e le modalità di relazione con gli altri.
Per questo richiedono un approccio integrato e multidimensionale, capace di leggere e intervenire simultaneamente sui diversi livelli del funzionamento della persona, costruendo percorsi di cura personalizzati, continui e coerenti nel tempo.
Un programma residenziale intensivo a durata definita (3–6 mesi) per intervenire all'esordio dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, nei quadri sia restrittivi sia orientati all'eccesso.
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione raramente si presentano da soli: spesso si accompagnano a una compromissione medica e psicologica significativa e a comorbidità che richiedono competenza specialistica. La Clinica Torre dei Germogli è una struttura residenziale attrezzata per accogliere e trattare i quadri clinicamente complessi, in un setting estensivo e protetto.
Un’unica équipe multidisciplinare — medica, psichiatrica, nutrizionale, psicologica ed educativa — opera entro un modello clinico condiviso, con monitoraggio continuo e gestione del rischio, e prende in carico in sicurezza i disturbi di tipo restrittivo, anche con significativa compromissione medico-nutrizionale, i quadri correlati all’eccesso e al rischio obesità, e le altre condizioni associate e comorbidità psicopatologiche — ansia, depressione, disregolazione emotiva, condotte autolesive — che spesso accompagnano il disturbo alimentare.
La complessità non è un limite all’accesso, seppure va valutata preventivamente in coerenza con gli standard assistenziali della Struttura, ma il terreno su cui la Struttura esprime la propria competenza, con attenzione costante alla sicurezza del minore e alla qualità delle cure.
Agire tempestivamente significa intervenire nella fase in cui i segnali di rischio sono ancora plastici e modificabili, prima che si organizzino in quadri psicopatologici stabili. Questo consente di interrompere i processi di cristallizzazione del disturbo, riducendo il rischio di cronicizzazione e di compromissione estesa.
L’intercettazione precoce protegge la traiettoria evolutiva, preserva il funzionamento globale e mantiene attive le risorse personali e relazionali. Inoltre, aumenta la responsività al trattamento, rendendo gli interventi più efficaci, meno intensivi e con esiti più favorevoli.
In questa prospettiva, agire subito rappresenta una strategia di prevenzione avanzata: trasformare segnali precoci in opportunità di cura e impedire che la sofferenza si strutturi in forme più gravi e resistenti al cambiamento.
I disturbi del comportamento alimentare sono condizioni complesse che coinvolgono l’interazione dinamica tra fattori individuali, biologici e genetici, assetti psicologici, relazioni familiari e influenze socio-culturali.
Non si riducono al comportamento alimentare, ma riguardano l’identità, la regolazione emotiva, l’immagine di sé e le modalità di relazione con gli altri.
Per questo richiedono un approccio integrato e multidimensionale, capace di leggere e intervenire simultaneamente sui diversi livelli del funzionamento della persona, costruendo percorsi di cura personalizzati, continui e coerenti nel tempo.
Il nostro modello si fonda su una conoscenza approfondita e dinamica dei funzionamenti individuali — modalità di pensiero, regolazione emotiva, comportamenti e relazioni — letti nel loro sviluppo e nel contesto di vita della persona.
A partire dalle risorse personali, sempre presenti anche nelle situazioni più complesse, costruiamo insieme al ragazzo/a un patto terapeutico fondato su fiducia, responsabilità e condivisione degli obiettivi. Questo processo dà forma al Progetto Terapeutico Riabilitativo Personalizzato (PTRP), inteso come strumento vivo e progressivo.
Il PTRP non è un piano statico, ma un percorso che si aggiorna nel tempo attraverso l’osservazione clinica, il lavoro dell’équipe e il monitoraggio continuo dei cambiamenti, consentendo interventi mirati, coerenti e adattivi. In questo modo, la cura si sviluppa come un processo integrato, personalizzato e orientato al recupero globale della persona.
Il nostro modello integrato combina in modo coerente approcci psicodinamici, cognitivo-comportamentali e psicofisiologici, permettendo una lettura complessa e articolata del funzionamento della persona. L’attenzione è rivolta sia ai significati profondi e relazionali dell’esperienza (area psicodinamica), sia ai pensieri, comportamenti e strategie di regolazione (area cognitivo-comportamentale), sia alle componenti corporee e neurofisiologiche coinvolte nei processi emotivi e nei sintomi. Questo consente di costruire percorsi realmente personalizzati, in cui gli interventi vengono modulati nel tempo in base ai bisogni evolutivi, clinici e contestuali del minore, favorendo un cambiamento stabile e integrato.
Psicologi, psichiatri, nutrizionisti, dietisti, educatori e fisioterapisti operano in modo pienamente integrato all’interno di un unico modello clinico condiviso.
Non lavorano in maniera separata per ambiti specialistici, ma collaborano costantemente nella costruzione e nell’attuazione del progetto terapeutico individualizzato, condividendo osservazioni, obiettivi e strategie di intervento.
Ogni figura professionale contribuisce con le proprie competenze specifiche, all’interno di una visione unitaria della persona, garantendo coerenza, continuità e qualità del percorso di cura.
Laboratori di cucina, gestione della spesa, costruzione dei menù e condivisione dei pasti sono parte integrante di un modello psico-nutrizionale che unisce intervento clinico e esperienza concreta.
Queste attività non hanno una funzione esclusivamente pratica, ma rappresentano veri e propri contesti terapeutici in cui il rapporto con il cibo viene rielaborato sul piano emotivo, cognitivo e relazionale, accompagnando il minore a riconoscere e modulare pensieri, vissuti e comportamenti alimentari.
In questo modo, l’alimentazione diventa uno spazio di cura e apprendimento, in cui si costruiscono progressivamente competenze, consapevolezza e un rapporto più equilibrato e sicuro con il cibo.
Il sistema di Intelligenza Artificiale adottato presso Torre dei Germogli rappresenta un’evoluzione della governance clinica: trasforma le osservazioni quotidiane degli operatori in dati strutturati, consentendo un monitoraggio continuo, condiviso e tracciabile del percorso di cura.
Attraverso l’integrazione di indicatori clinici, relazionali ed educativi, l’AI supporta l’équipe nell’individuare precocemente i segnali di rischio, nel valutare in modo oggettivo i progressi e nel orientare interventi tempestivi e personalizzati.
In questo modello, la tecnologia non sostituisce il giudizio clinico, ma lo potenzia: garantisce maggiore coerenza tra gli operatori, qualità decisionale e trasparenza nei confronti delle famiglie e delle istituzioni, mantenendo sempre al centro la persona e la relazione di cura.
Ogni fase è progettata per costruire fiducia, autonomia e benessere, accompagnando il paziente e la famiglia verso il recupero.
L’assessment iniziale rappresenta una fase fondamentale del percorso e viene condotto in modo integrato da équipe clinica, nutrizionista e dietista, attraverso colloqui clinici approfonditi, strumenti psicodiagnostici validati, analisi del comportamento alimentare e valutazione della motivazione al trattamento.
A questi elementi si affiancano la raccolta sistematica di informazioni sul funzionamento emotivo, relazionale e familiare, nonché l’osservazione delle abitudini quotidiane, dei ritmi di vita e delle modalità di gestione del cibo. Il diario alimentare e le osservazioni nei diversi contesti consentono una prima lettura dinamica del disturbo e dei suoi fattori di mantenimento.
Un periodo strutturato di osservazione di circa 30 giorni permette all’équipe di costruire una comprensione clinica più accurata e condivisa, individuando criticità e risorse, livelli di rischio e potenzialità evolutive. Su questa base viene definito e progressivamente affinato il Progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato (PTRI), orientato alla personalizzazione degli interventi e alla loro efficacia nel tempo.
La presa in carico si realizza attraverso un’accoglienza attenta e contenitiva, in un ambiente protetto e strutturato, in cui la qualità delle relazioni rappresenta il primo elemento terapeutico. L’inserimento è accompagnato da una presenza empatica e competente dell’équipe, finalizzata a favorire un primo senso di sicurezza, fiducia e orientamento nel nuovo contesto.
Parallelamente vengono avviate le procedure di registrazione e la compilazione della Cartella Sociosanitaria, che raccoglie in modo integrato le informazioni cliniche, educative e assistenziali, costituendo la base per la costruzione del percorso di cura.
La presentazione agli altri ospiti e alla vita comunitaria avviene in modo graduale e mediato, rispettando i tempi del minore. Il gruppo assume una funzione terapeutica centrale: diventa spazio di riconoscimento, confronto e appartenenza, facilitando i processi di integrazione, la regolazione emotiva e l’apprendimento di modalità relazionali più funzionali.
Si articola in interventi integrati e progressivamente modulati, che comprendono psicoterapia individuale, familiare e di gruppo secondo un modello clinico multidimensionale. L’obiettivo è intervenire simultaneamente sui diversi livelli del funzionamento — emotivo, cognitivo, comportamentale e relazionale — favorendo una rielaborazione profonda del disturbo e dei suoi significati.
La riabilitazione nutrizionale è parte centrale del trattamento e si sviluppa in stretta connessione con il lavoro psicologico, accompagnando il minore nel recupero di un rapporto più consapevole, regolato e non conflittuale con il cibo. A questa si affiancano attività psicofisiche in ambiente naturale, laboratori espressivi, artistici e pedagogici, che rappresentano spazi privilegiati di esperienza, simbolizzazione e sviluppo delle competenze personali e sociali.
Il monitoraggio clinico è continuo e strutturato, con osservazioni quotidiane, valutazioni integrate dell’équipe e visite psichiatriche periodiche, al fine di garantire sicurezza, appropriatezza degli interventi e adattamento costante del percorso terapeutico alle esigenze evolutive del minore.
Il coinvolgimento della famiglia rappresenta un elemento centrale e imprescindibile del percorso terapeutico. L’intervento non si limita al minore, ma si estende al nucleo familiare, riconosciuto come parte integrante del processo di cura e del cambiamento.
Durante tutto il percorso vengono attivate attività strutturate di supporto, informazione e accompagnamento, finalizzate a favorire una maggiore comprensione del disturbo, a promuovere modalità relazionali più funzionali e a sostenere la capacità della famiglia di svolgere un ruolo attivo e consapevole.
Il progetto terapeutico mira al recupero delle quote di salute sia del minore sia del sistema familiare, lavorando sulla qualità della comunicazione, sulla coerenza dei messaggi educativi e sulla gestione delle situazioni critiche. In questa prospettiva, la famiglia diventa una risorsa terapeutica fondamentale, capace di sostenere il cambiamento anche oltre il contesto residenziale.
Questo processo favorisce un reinserimento più stabile e protetto nei contesti di vita quotidiana e rappresenta una condizione essenziale per dimissioni efficaci e durature.
La nostra struttura offre un contesto protetto e stimolante, dove ogni ambiente è progettato per supportare il percorso terapeutico dei nostri ospiti.






La selezione dei nostri operatori si basa su competenza clinica, qualità valoriali,
stabilità emotiva, capacità empatica e predisposizione al lavoro con i minori.
La selezione dei nostri operatori si basa su competenza clinica, qualità valoriali,
stabilità emotiva, capacità empatica e predisposizione al lavoro con i minori.
Responsabile sanitario — Psicologo e Psicoterapeuta
Responsabile clinico – Psichiatra
Responsabile Scentifico — Psichiatra e Psicoanalista
Responsabile organizzativo



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